
“Ogni giorno tutti noi usciamo di casa per recarci nel proprio luogo di lavoro, luogo dove in pratica
passiamo la maggior parte del nostro tempo, della nostra vita.
Non pensiamo mai che quella di oggi potrebbe essere una giornata diversa dalle altre, che magari
in un momento di distrazione o per colpa di attrezzature non a norma o chissà per cos’altro, la
nostra vita potrebbe cambiare radicalmente, sempre che una vita la si abbia ancora.
Nel 2020 554.340 persone hanno subito un infortunio sul lavoro.
Ognuno di essi ha dovuto reinventare la propria vita, chi ci è riuscito, chi sta ancora lottando con gli
spettri della vita precedente;
tutti però si sono scontrati con la burocrazia, per il riconoscimento, almeno, di un proprio diritto in
conseguenza all’infortunio.
Tuttavia, come spesso accada le difficolta della vita arrivano tutte insieme: così molti si vedono
recapitare una lettera, dove si ringrazia per il lavoro svolto fino ad ora ma si sottolinea che, non
essendo più idonei alla mansione precedente, il rapporto di lavoro cessava.
E in calce a tutte queste lettere, a tutta questa fredda burocrazia, due parole, espressione di
cordialità e gentilezza, che in questo contesto facevano sentire sempre più soli e abbandonati…
Cordiali Saluti ”